Comunicato Stampa

Comunicato Stampa n. 66 -Imprese a Ferrara: nel terzo trimestre saldo a +23 il 30% delle iscrizioni arriva dalle società di capitali

Govoni: "L’intelligenza artificiale non è una trasformazione che riguarda soltanto la tecnologia,
impatta il modo in cui lavoriamo e organizziamo le nostre imprese”.
Nel complesso, quattordici dei diciannove principali settori chiudono in crescita
In valore assoluto,il contributo maggiore arriva dalle Attività amministrative e servizi di supporto (+21 attività)

 

Tra luglio e settembre 2026 il sistema imprenditoriale ferrarese ha chiuso in positivo con un saldo di +23 imprese (+0,07%), in assestamento rispetto alle +61 unità del 2025 (+0,19%). A spingerlo
sono le iscrizioni (321), mentre le cessazioni (298, al netto delle cancellazioni d’ufficio) restano praticamente stabili. A fine settembre le imprese registrate sono 30.219. A sostenere la crescita sono soprattutto le società di capitali, che con un aumento di 41 unità (+0,58%), rappresentano il 30% delle iscrizioni complessive. Le imprese individuali crescono invece di 6 attività, con un tasso di crescita dello 0,03%, a fronte dello 0,19% del terzo trimestre 2025. Al contrario, le società di persone perdono 24 imprese, con un tasso di decrescita del -0,45%. Lo rileva l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base dell’analisi trimestrale Movimprese di Unioncamere e InfoCamere.

 

"Oggi più che mai abbiamo bisogno di far tornare l’impresa una prospettiva desiderabile per i giovani. In Italia sono ancora troppe le difficoltà che scoraggiano chi vuole investire in un’idea e costruire il proprio futuro attraverso un’attività imprenditoriale – ha affermato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna. Per questo dobbiamo creare le condizioni affinché fare impresa diventi una scelta concretamente accessibile. Abbiamo bisogno di una nuova generazione di imprenditori, capace di portare innovazione, ma anche di attrarre nelle nostre aziende giovani preparati ad affrontare le grandi trasformazioni in corso. In questo percorso, investire sulle competenze è fondamentale, a partire da quelle legate all’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie emergenti. Significa dare ai giovani gli strumenti per trasformare le proprie idee in nuove imprese e, allo stesso tempo, prepararli a un mercato del lavoro in continua evoluzione, che richiederà professionalità sempre più qualificate. È così che possiamo rafforzare la capacità di innovazione del nostro sistema produttivo e creare nuove opportunità per le generazioni future".

 

Nel complesso, quattordici dei diciannove principali settori chiudono in crescita. In valore assoluto il contributo maggiore arriva dalle Attività amministrative e di servizi di supporto (+21), Costruzioni (+17), Altre attività di servizi (+12) e Attività professionali, scientifiche e tecniche (+10); insieme, i quattro settori fanno segnare 60 imprese in più, molto oltre i tre quarti del saldo complessivo dello stock. Il ritmo di crescita più alto si registra però in comparti numericamente più piccoli: Fornitura energia-gas (+6,8%, pari a +4 imprese) e Fornitura acqua-rete fognarie (+3,1%, +2 imprese) guidano la graduatoria dei settori più dinamici. Seguono, fra le altre, le Attività editoriali (+1,4%), Attività artistiche e di intrattenimento (0,8%), Sanità (+0,4%), Consulenza informatica (+0,2%) e Attività di alloggio e ristorazione (+0,2%), settori che crescono ad un ritmo superiore del tasso medio complessivo (0,07%). In aumento anche le Attività immobiliari (+3 imprese), l’Industria manifatturiera (+1 unità) e Credito (+1), ma con ritmo dimesso. Stabili le Attività estrattive. Gli unici segni negativi nel trimestre estivo sono quelli del Commercio (-19 attività), dell’Agricoltura (-7), del Trasporto (-5) e dell’Istruzione (-3).

 

Nel comparto artigiano, il saldo del trimestre è positivo per 7 imprese (+0,09% il tasso di crescita trimestrale, a fronte del +0,07% del terzo trimestre del 2025). La dinamica è sostenuta soprattutto dalle ditte individuali, che aumentano di 15 unità con tasso a +0,25%, in miglioramento rispetto al +0,19% di un anno fa; in lieve aumento anche le società di capitali (+3), mentre le società di persone diminuiscono di 11 unità. A fine settembre le imprese artigiane registrate in provincia di Ferrara sono 7.668. Per quanto riguarda la tipologia, le imprese giovanili, le cui iscrizioni rappresentano quasi un terzo di tutte le nuove aperture (32,4%) mentre le cancellazioni sono solo il 15,1% delle chiusure complessive, aumentano la loro consistenza di diverse unità, passando dalle 2.243 unità rilevate al 30 giugno 2026 alle attuali 2.276 (33 in più).

 

Il saldo della movimentazione è pari a +59 ed il tasso di crescita a +2,6% (da +4,3% del terzo trimestre del 2025). Inoltre, il tasso di crescita delle under 35 (+2,6%) è risultato molto superiore al totale della struttura imprenditoriale locale (+0,07%). Anche per le imprese straniere la differenza tra aperture e chiusure rimane positiva (+33 unità), inferiore al dato dello scorso anno quando il saldo era stato di +54 ed il tasso di crescita va a +0,9% (+1,4% nel terzo trimestre del 2025). L’andamento della movimentazione per l’imprenditoria femminile, con saldo pari a +17 unità, è positivo e l’indice riferito alle imprese “rosa” va a +0,23%. La quota di imprese femminili in provincia di Ferrara rimane elevata con 7.153 imprese, pari a ben il 23,7% delle imprese totali, incidenza ancora superiore a quanto rilevato in Emilia-Romagna (21,1%) ed alla media in Italia (22,3%).

 

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