Comunicato Stampa

Comunicato Stampa n. 66 -Imprese a Ravenna: nel terzo trimestre saldo a +37 il 30% delle iscrizioni arriva dalle società di capitali

Guberti: “Il futuro avrà sempre più bisogno di impresa perché l’impresa non è soltanto economia, è parte della nostra identità, e il luogo in cui la conoscenza si trasforma in innovazione, gli investimenti in lavoro, le competenze in valore”.
Nel complesso, tredici dei diciannove principali settori chiudono in crescita In valore assoluto, il contributo maggiore arriva dal Commercio (+26 attività).

 

Tra luglio e settembre 2026 il sistema imprenditoriale ravennate ha chiuso in positivo con un saldo di +37 imprese (+0,10%), in assestamento rispetto alle +43 unità del 2025 (+0,12%). A spingerlo sono le iscrizioni (349), mentre le cessazioni (312, al netto delle cancellazioni d’ufficio) restano praticamente stabili. A fine settembre le imprese registrate sono 35.174. A sostenere la crescita sono soprattutto le società di capitali, che con un aumento di 52 unità (+0,56%), rappresentano più del 30% delle iscrizioni complessive. Le imprese individuali crescono invece di 6 attività, con un tasso di crescita dello 0,03% a fronte dello 0,06% del terzo trimestre 2025. Al contrario, le società di persone perdono 27 imprese, con un tasso di decrescita del -0,39%. Lo rileva l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base dell’analisi trimestrale Movimprese di Unioncamere e InfoCamere.

 

“Il futuro avrà sempre più bisogno di impresa perché l’impresa non è soltanto economia, è parte della nostra identità, e il luogo in cui la conoscenza si trasforma in innovazione, gli investimenti in lavoro, le competenze in valore. Ma, soprattutto, è motore dello sviluppo: crea occupazione, alimenta le filiere e genera ricchezza nei territori. Far crescere l’impresa significa far crescere le nostre comunità”. Così Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: “Ogni sfida ha bisogno di una risposta, di progetti concreti per dare forza alle imprese. Ce n'è uno, tra tutti, che è imprescindibile per vincere la partita della produttività: l’Intelligenza Artificiale Generativa, che apre nuove prospettive per l’organizzazione della conoscenza, l’ottimizzazione dei processi e la valorizzazione del capitale umano. Ma c’è un punto da cui non si può prescindere: dietro ogni innovazione ci sono donne e uomini in carne e ossa, ci sono le loro competenze, la loro creatività, la loro capacità di immaginare soluzioni nuove, c’è l’Intelligenza Umana. Ogni innovazione, infatti, prima di essere una tecnologia, è stata un’idea di una persona”.

 

Nel complesso, tredici dei diciannove principali settori chiudono in crescita. In valore assoluto il contributo maggiore arriva dal Commercio (+26 imprese), Attività professionali, scientifiche e tecniche (+17 imprese) ed Altre attività di servizi (+12 imprese). Insieme, i tre settori fanno segnare 55 imprese in più, oltre i tre quarti del saldo complessivo. Il ritmo di crescita più alto si registra però in comparti numericamente più piccoli: le Attività editoriali (+2,9%, pari a +4 imprese) e Istruzione e formazione (+2,5%, +4 imprese) guidano la graduatoria dei settori più dinamici. Seguono, fra le altre, le Attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,2%), Trasporto (+0,8%), Attività artistiche e di intrattenimento (0,7%) e Attività amministrative e di servizi di supporto (+0,6%), settori che crescono ad un ritmo superiore del tasso medio complessivo (0,10%). In aumento anche le Attività immobiliari (+8 imprese), le Costruzioni (+5) ma con ritmo dimesso, Credito (+2), Consulenza informatica (+1) e Sanità (+1). Stabili Attività estrattive, Fornitura energia-gas e Fornitura acqua-rete fognarie. Gli unici segni negativi nel trimestre estivo sono quelli dell’Agricoltura (-17 attività), dell’Industria manifatturiera (-10 attività) e delle Attività di alloggio e ristorazione (-6 attività).

 

Nel comparto artigiano, il saldo del trimestre è positivo per 11 imprese (+0,11% il tasso di crescita trimestrale, a fronte del +0,08% del terzo trimestre del 2025). La dinamica è sostenuta soprattutto dalle imprese individuali, che aumentano di 23 unità con un tasso pari a +0,31%, in miglioramento rispetto al +0,20% di un anno fa; in lieve aumento anche le società di capitali (+1), mentre le società di persone diminuiscono di 13 unità. A fine settembre le imprese artigiane registrate in provincia di Ravenna sono 9.364.

 

Per quanto riguarda la tipologia, le imprese giovanili, le cui iscrizioni rappresentano quasi il 30% di tutte le nuove aperture (29,5%) mentre le cancellazioni sono solo il 12,2% delle chiusure complessive, aumentano la loro consistenza di diverse unità, passando dalle 2.355 unità rilevate al 30 giugno 2026 alle attuali 2.400 (45 in più). Il saldo della movimentazione è in miglioramento con quanto rilevato nello stesso periodo del 2025 (+65, contro il +61), così come il tasso di crescita (da +2,6% a +2,8%). Inoltre, il tasso di crescita delle under 35 (+2,8%) è risultato molto superiore al totale della struttura imprenditoriale locale (+0,10%). Anche per le imprese straniere la differenza tra aperture e chiusure rimane positiva (+47 unità), in questo caso però inferiore al dato dello scorso anno quando il saldo era stato di +67 ed il tasso di crescita va a +1% (+1,4% nel terzo trimestre del 2025). L’andamento della movimentazione per l’imprenditoria femminile, con saldo pari a +18 unità, è positivo e migliora il risultato dell’analogo trimestre del 2025 che era stato invece negativo e l’indice riferito alle imprese “rosa” va a +0,24%. La quota di imprese femminili in provincia di Ravenna rimane elevata con 7.539 imprese, pari al 21,4% delle imprese totali, e si posiziona tra quanto rilevato in Emilia-Romagna (21,1%) e la media in Italia (22,3%).

 

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