Comunicato Stampa n.24 Sala Cavalcoli al completo per l’evento "Imprese e bene comune: il modello Benefit per un’economia rigenerativa"
5.540 le imprese Benefit in Italia a fine 2025, con un trend in crescita rispetto al 2024 del 20,6%, 472 in Emilia-Romagna (nel 2017 erano 13) di cui 25 ravennati e 11 ferraresi. Grande apprezzamento per le testimonianze delle imprese presenti in sala.
Al centro dell’evento promosso dalla Camera di commercio di Ferrara Ravenna, in collaborazione il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Si.Camera, le imprese generative ed in particolare le Società Benefit, introdotte in Italia con la legge n. 208 del 2015. L’iniziativa, inserita nel quadro della Giornata Nazionale del Made in Italy, ha approfondito il quadro normativo, le ricadute economiche e le opportunità delle Società Benefit, fornendo anche esempi pratici e strumenti operativi per le aziende che intendano sposare tale modello imprenditoriale e per gli intermediari che intendano promuoverlo. Un modello che funziona, secondo i numeri emersi ieri, 5.540 le imprese Benefit in Italia a fine 2025, con un trend in crescita rispetto al 2024 del 20,6%, 472 in Emilia-Romagna di cui 25 ravennati e 11 ferraresi. Un valore della produzione a livello nazionale di 69.000 milioni di euro, 9.407 milioni per la nostra regione. Tre i pilastri di questa forma giuridica d’impresa che integra lo scopo di lucro con finalità di natura ambientale e sociale: l’identificazione nello Statuto di un beneficio comune da perseguire, la responsabilità attraverso l’individuazione di una figura garante e la trasparenza, attraverso una rendicontazione d’impatto da allegare al bilancio.
Dopo l’introduzione ai lavori di Mauro Giannattasio, segretario generale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna che ha messo in luce il valore dell’economia rigenerativa e le linee guida del Piano per l’economia sociale varato dall’ente camerale, Ludovica Evangelista e Ilenia Alizzi, in rappresentanza del Ministero del Made in Italy, hanno evidenziato il ruolo delle Case del Made in Italy e l’impegno del Ministero nel promuovere il modello Benefit anche attraverso eventi quali la Benefit Competition, la cui prossima edizione di terrà ad Ancona. Tiziana Pompei, vice segretaria generale di Unioncamere e direttrice generale di Si.Camera ha sottolineato l’impegno del sistema camerale nel promuovere questo modello innovativo del fare impresa mentre l’avvocata Fulvia Astolfi insieme ad Enrico Gregorio, data scientist di InfoCamere, ne hanno delineato numeri e caratteristiche. I lavori sono stati coordinati dalla giornalista Federica Mosconi. Nel corso dell’incontro è stato dato ampio spazio al dibattito e alle testimonianze di imprese ed associazioni di categoria. Tra le testimonianze quelle delle Società Benefit Palabra srl, Regentech srl e TreCuori SpA.
"Il valore di un’impresa non si misura più solamente attraverso il suo fatturato o la sua produzione - ha dichiarato il segretario generale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Mauro Giannattasio - ma anche con ciò che restituisce in termini di benessere sociale alla comunità e al territorio. E questo evento ha inteso consolidare la cultura di tale modello, favorendo l’emersione di pratiche innovative, scalabili e replicabili, capaci di coniugare competitività, sostenibilità e valore condiviso per il nostro sistema produttivo. L’impresa generativa - ha aggiunto Giannattasio - costruisce valore duraturo e si radica nel contesto in cui nasce e cresce. I suoi valori si traducono in obiettivi strategici concreti, capaci di intercettare nuove tendenze e opportunità senza tradirne l’identità e la specificità. È un’impresa che guarda avanti ma anche dentro, verso le persone, e fuori, verso l’ambiente e le comunità”.
“Il sistema camerale organizza questo Giro d'Italia delle società benefit perchè vogliamo raccontare cosa significa fare impresa benefit - ha dichiarato Tiziana Pompei, vice segretaria generale Unioncamere e direttrice generale Si.Camera - evidenziando le competenze imprenditoriali e manageriali su questi temi e capire cosa serve davvero nei territori. Ma soprattutto - ha concluso - vogliamo creare un clima culturale favorevole allo sviluppo di questo modello innovativo anche per la valorizzazione del Made in Italy perchè coniuga qualità, sostenibilità e creazione di valore per le comunità”.
