Comunicato Stampa

Comunicato Stampa n.40 Camera di Commercio, economia ravennate: aspettative di produzione stabili, ma la guerra spinge costi di energia e trasporti

Guberti: “Un territorio, quello ravennate, ad alta intensità di conoscenza, con un ecosistema della ricerca dinamico, filiere innovative e una crescente vocazione alla sostenibilità".
Rallentano Industria manifatturiera (-0,2%) ed Edilizia (-0,3%). Tiene il Commercio al dettaglio (+0,05%). Export in territorio negativo (-7,9%). Prometeia: per il 2026 previsioni di crescita del +0,2%.

 

L’ultima indagine congiunturale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna indica, per l’economia ravennate, attese di stabilità della produzione. La domanda e gli ordini, sebbene in lieve contrazione, si confermano anche a giugno i principali fattori a supporto della produzione: rallentano l’Industria manifatturiera e l’Edilizia, tiene il Commercio al dettaglio. Export in territorio negativo (-7,9%). I costi di produzione restano il principale fattore di freno per le imprese ravennati fino a 500 dipendenti, con saldi ancora molto negativi; rimangono critiche anche la disponibilità di materiali e le condizioni finanziarie, mentre peggiora il giudizio sulla disponibilità di manodopera. Dalle risposte fornite alla Camera di commercio emerge, inoltre, che, in caso di mancata stabilizzazione del quadro geopolitico, la principale preoccupazione riguarda l’ulteriore incremento dei costi di trasporto e di assicurazione, seguono il rincaro delle materie prime non energetiche e il rischio di ostacoli o di una riduzione delle esportazioni verso i paesi coinvolti nel conflitto, che rappresenta il terzo fattore di rischio più citato dagli intervistati. Questi i dati principali diffusi dall’Osservatorio dell’economia della della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che stima per Ravenna a fine 2026, sulla base delle elaborazioni di Prometeia, una crescita del +0,2%.

 

Un territorio, quello ravennate, ad alta intensità di conoscenza, con un ecosistema della ricerca dinamico, filiere innovative e una crescente vocazione alla sostenibilità. Ma anche un territorio chiamato ad affrontare alcune sfide decisive per trasformare il proprio potenziale in crescita stabile e diffusa: trattenere i talenti, sostenere lo sviluppo delle startup e delle imprese innovative e rafforzare le infrastrutture strategiche”. Così Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: “Per valorizzare pienamente questi punti di forza è però necessario affrontare alcune sfide decisive. Prioritario finanziare le infrastrutture, rafforzare la capacità di trattenere competenze qualificate e far crescere imprese innovative, facendo leva sulle nostre specificità produttive, scientifiche e tecnologiche e rafforzando il dialogo tra ricerca, impresa e territorio. In tale contesto - ha concluso il presidente della Camera di commercio – l’intelligenza artificiale rappresenta una leva strategica per la competitività del nostro tessuto produttivo. La vera sfida non è produrre più dati, ma trasformarli in valore d’impresa per migliorare processi, ottimizzare performance e prendere decisioni più efficaci. È proprio con questo scopo che la Giunta camerale, nelle scorse settimane, ha stanziato 400,000 euro per il nuovo Bando a sostegno della "doppia transizione" (digitale e green) nelle imprese ferraresi e ravennati. L’obiettivo è concreto: aumentare la produttività del 10% nelle micro, piccole e medie imprese del nostro territorio”.

 

Tornando all’indagine della Camera di commercio, rallenta l’Industria manifatturiera (produzione industriale -0,2%, ordini -0,6% ma con un un lieve +0,05% per quelli dall’estero). In maggiore difficoltà le attività artigiane manifatturiere (produzione -1,3%, nel confronto con il primo trimestre 2025; ordini -2,2%), mostrando però valori meno pesanti rispetto a quelli registrati l’anno precedente (rispettivamente, nel primo trimestre 2025, -4,3% e -4,2%). La dinamica tendenziale del comparto delle costruzioni ravennate, dopo nove trimestri di positività, inverte la tendenza (-0,3% l’andamento tendenziale per il volume d’affari, rispetto all’analogo periodo del 2025). Soffre il volume d’affari dellArtigianato edile (-5,6%), mentre il Commercio al dettaglio realizza per le vendite un +0,05%. Commercio alimentare (+2,4%) e Grande distribuzione organizzata (+6,8%) registrano trend positivi, a differenza del Commercio non alimentare, che segna un -2,6%. I dati di fonte regionale relativi al turismo, rispetto al primo trimestre 2025, delineano un quadro ancora molto positivo per la provincia di Ravenna: da gennaio a marzo, per gli arrivi +10,3% e per le presenze +10,7%, anche se aprile però non ha mantenuto le aspettative.

 

Secondo gli indicatori del commercio internazionale di fonte Istat, nel primo trimestre l’export complessivo delle imprese ravennati si colloca in territorio negativo (-7,9%), mentre nel 2025 aveva messo in evidenza un ulteriore incremento tendenziale (+3,5%, rispetto all’anno precedente); a valori correnti, in crescita l’export nazionale (+1,3%) e, meno intensamente, anche quello regionale (+0,2%). Complessivamente, da gennaio a marzo 2026, dalla provincia di Ravenna sono state esportate merci per un valore pari a 1.349,8 milioni di euro e la decrescita tendenziale rilevata, equivale a circa 115,4 milioni di euro in meno rispetto all’analogo trimestre dell’anno prima. In negativo anche l’andamento dell’export verso l’Europa (-3,6%) ed in particolare verso i Paesi UE (-4,4%); prosegue però la ripresa del commercio verso la Germania (+8,1%), primo partner commerciale della provincia, confermandone la centralità per le imprese ravennati. La Francia invece, secondo partner commerciale, registra una contrazione del 24%, dovuta anche alla crisi del settore chimico; positivo invece il contributo del mercato spagnolo (+8,4%, terzo sbocco commerciale). Per gli USA, scesi al quinto posto come paese di destinazione delle imprese esportatrici ravennati, nel trimestre in esame, l’export ha perso ulteriore slancio (-32,2%); arrivano negli States prevalentemente macchinari e prodotti tessili.. Bene prodotti agricoli (+39,7%), apparecchi elettrici (+13,9%), prodotti in metallo (+7,7%) ed articoli tessili (+3,1%).