Comunicato Stampa

Comunicato Stampa n. 56 - Guberti, Presidente Camera di commercio Ferrara Ravenna: trasporti, logistica e infrastrutture entrino a pieno titolo nel cuore di qualsiasi politica di sviluppo

Ogni milione di euro investito in logistica ed intermodalità genera oltre due milioni di euro di produzione aggiuntiva.
In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e catene del valore sempre più esposte agli shock, trasporti, infrastrutture e logistica non sono un tema settoriale, ma una condizione di competitività per tutto il sistema produttivo.

 

Trasporti, logistica e infrastrutture entrino a pieno titolo nel cuore di qualsiasi politica di sviluppo”. Così Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: “Trasporti e logistica rappresentano il motore operativo dell’economia reale. La logistica non è un costo, è crescita: ogni milione di euro investito nel settore genera, infatti, oltre due milioni di euro di produzione aggiuntiva”. Due, in particolare, le priorità delineate dal presidente della Camera di commercio: la prima riguarda il superamento del divario infrastrutturale attraverso una programmazione stabile e investimenti adeguati; la seconda lo sviluppo dell’intermodalità, affinché strada, ferrovia, porti, aeroporti e piattaforme logistiche possano operare come un sistema realmente integrato. Accanto a questi aspetti, la principale istituzione economica del territorio sottolinea inoltre, anche alla luce della sempre maggiore operatività della Zona Logistica Semplificata, la necessità di accelerare la digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi, favorendo interoperabilità dei dati e procedure integrate, perseguire una sostenibilità fondata sul principio della neutralità tecnologica e investire con decisione sulle competenze, rafforzando la collaborazione tra imprese, ITS, scuole, università e territori.

 

In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e catene del valore sempre più esposte agli shock, trasporti, infrastrutture e logistica non sono un tema settoriale, ma una condizione di competitività per tutto il sistema produttivo. Ravenna e il suo porto sono oggi al centro di una fase di sviluppo che intreccia logistica, energia e infrastrutture e il grande lavoro da parte delle istituzioni e dell’intera comunità portuale mira a portare lo scalo ai vertici nazionali. È indispensabile, infatti, che il riconoscimento del suo ruolo e della sua importanza si consolidi a livello nazionale, specialmente in un momento come questo, in cui si sta delineando una riforma della portualità che potrebbe cambiare il disegno dell'intero sistema portuale italiano. Dobbiamo unire le forze – ha sottolineato Guberti – affinché si possano attuare, anche grazie alla ZLS, quegli interventi chiave necessari a migliorare i collegamenti da e verso il porto di Ravenna, favorire la fluidificazione del traffico stradale in direzione Nord-Sud ed Est-Ovest, riammodernare il collegamento tra Ravenna e Ferrara e ampliare e mettere in sicurezza la SS67 Tosco-Romagnola/Ravegnana. Ricordo inoltre che la Romea ha il triste primato di essere la Statale con il più alto numero di morti in Italia per chilometro. Istat e Aci da rapporti storici e recenti confermano l’estrema pericolosità della statale e l’alto tasso di mortalita’ per incidenti stradali. Così come ISTAT e Osservatorio Regionale per la sicurezza stradale certificano la statale 16 adriatica nel tratto che collega Ravenna a Ferrara come una delle strade a più alta mortalità e pericolosità dell’Emilia Romagna. Non ci stanchiamo di ripeterlo: occorrono interventi rapidi per la messa in sicurezza di queste statali gravate da un un enorme traffico pesante e ordinario ed anche per un notevole flusso turistico. Lo richiedono con forza tutte le Istituzioni, le Associazioni di categoria e l’intera comunità economica e imprenditoriale delle nostre province. In questo quadro assume centralità anche il tema della decarbonizzazione dei trasporti e del modal shift, con il passaggio del trasporto delle merci dalla gomma alla ferrovia, che produce meno emissioni. Il piano ferroviario è senz’altro un passo importante in questa direzione, il passaggio da cinque a dodici i binari in sinistra Candiano darà maggiore impulso al trasporto su ferro, insieme ad una nuova linea di trazione elettrica, impianti antincendio e investimenti per la tutela ambientale. Ci aspettiamo che si faccia tutto il necessario per rispettare la previsione di fine lavori, nel 2030. Inoltre, velocità e affidabilità dei collegamenti favoriscono i flussi turistici, con evidenti ricadute positive per l’economia locale. A questo proposito non posso non evidenziare che, se da una parte Ravenna è del tutto tagliata fuori dalla rete dei servizi di Alta Velocità, dall’altra Ferrara soffre per un’offerta limitata rispetto ad altri nodi vicini come Bologna. Questo, in un mondo in cui le connessioni, fisiche e immateriali, sono la chiave per restare al passo, è un problema grave. La rete dell’Alta Velocità, infatti, favorisce accessibilità e competitività, rende il territorio più attrattivo per investimenti e imprese, offrendo una maggiore velocità nel trasporto di merci e persone e incrementando il volume commerciale. Se in questo scenario, già penalizzante, le linee locali non funzionano il problema diventa gravissimo. Concordo con il presidente ABI Antonio Patuelli, abbiamo una linea ferroviaria pensata e realizzata nel periodo pre-risorgimentale: non è più ammissibile che Ravenna e Ferrara siano tagliate fuori dalle direttrici principali e che nelle linee ferroviarie locali si verifichino così spesso annullamenti di corse e ritardi biblici. Abbiamo ricevuto l’ennesima segnalazione di una pendolare, Simonetta, costretta a viaggi, da Ferrara a Ravenna, che diventano incubi: tante le cancellazioni e i ritardi che superano i 90 minuti, enormi i disagi sul fronte personale e professionale. Questo in un territorio come il nostro, esempio di competitività e buon vivere, non è più tollerabile”.

Competitività delle imprese e benessere delle famiglie – ha concluso il presidente della Camera di commercio - non sono obiettivi alternativi, ma parte della stessa strategia. Investire nelle infrastrutture significa infatti migliorare la produttività delle aziende, ma anche la qualità della vita delle persone: ridurre i tempi di spostamento, aumentare l’accessibilità ai servizi, rafforzare i territori e creare nuove opportunità di lavoro. Industria e lavoro, imprese e famiglie crescono insieme. Le indagini europee confermano come i cittadini considerino gli investimenti infrastrutturali tra gli strumenti più efficaci per sostenere lo sviluppo dei territori e migliorare la qualità della vita”.

 

 

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