Comunicato Stampa n.26 Imprese: a Ravenna, nel 1° trimestre 2026, frenano le chiusure (781), aumentano le aperture (698). Positivo il saldo delle imprese giovanili (+119)
Continua l’espansione delle Società di capitali e dei Servizi. Crescono le imprese straniere. In diminuzione le imprese femminili
Il sistema imprenditoriale ravennate apre il 2026 con un segnale di vitalità: aumentano le iscrizioni di nuove attività d’impresa (698, pari allo 0,14% in più rispetto allo stesso periodo del 2025), frenano le chiusure (781, lo 0,64% in meno dell’anno precedente), con un bilancio, nei primi 3 mesi di quest’anno, di poco negativo e con una flessione che è la più contenuta fra quelle rilevate dal 2009. Sono infatti 83 le imprese in meno tra gennaio e marzo, frutto della differenza tra 698 iscrizioni e 781 cessazioni, un risultato in tendenza considerando che il primo trimestre è storicamente penalizzato dal consolidamento delle chiusure maturate a fine anno. Il tasso trimestrale (al netto delle cancellazioni d’ufficio) si attesta così a -0,23%, in miglioramento rispetto allo stesso periodo sia del 2025 (-0,24%) che del 2024 (-0,38%), a fronte del -0,11% dell’Emilia Romagna e del +0,01% dell’Italia. Al 31 marzo 2026, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna si attesta a 35.603 unità. Questi i principali dati che emergono sull’andamento della demografia delle imprese nel primo trimestre, dall'analisi statistica condotta dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese.
“I numeri del nostro centro studi dimostrano, ancora una volta, la solidità del tessuto produttivo del territorio ravennate e ci confermano quanto sia importante investire sui giovani”. Così Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: “Supportare le imprese, cuore pulsante della nostra economia e leva strategica per competere sui mercati globali, deve essere la priorità. Le nostre imprese producono ricchezza, alimentano i sistemi di welfare, generano inclusione e coesione sociale, presidiano i processi di innovazione, competitività, sostenibilità e internazionalizzazione. È la passione e la tenacia delle donne e degli uomini che le fondano e le guidano – ha proseguito il presidente della Camera di commercio - a rendere vivo, ancora oggi, una parte essenziale del patrimonio culturale e sociale di questo Paese. Per non parlare dello slancio che sono in grado di portare le giovani generazioni, innovazione, valori, uno sguardo nuovo sul mondo, e il dato che vede un aumento del 4,9% delle imprese a guida under 35 ci dà speranza e ancora più convinzione nell’investire su di loro e sui loro talenti, mettendo in campo interventi come il Piano straordinario per i giovani a cui la Camera di commercio ha destinato oltre un milione e mezzo di euro in tre anni. L’impresa, in tutte le sue forme, è sempre motore positivo di cambiamento, svolge un ruolo chiave che deve essere promosso e sostenuto: serve consapevolezza che senza imprese non c’è progresso”.
Tornando all’indagine della Camera di commercio, si registra il forte dinamismo delle società di capitali (+53 unità, con un tasso di crescita pari a +0,58%), in accelerazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,31%). Di contro, diminuiscono imprese individuali (-61 unità, -0,33%) e società di persone (-71, -1%). In ogni caso, la forma giuridica più diffusa tra le imprese ravennati rimane quella delle imprese individuali con il 52% del totale, contro il 25,8% delle imprese di capitali (19,7% le società di persone).
Per quanto riguarda i settori, avanzano i Servizi, in particolare quelli rivolti alle imprese (+23 attività). Cosi come buone performance si registrano per le Attività di noleggio, agenzie-viaggio e di supporto operativo alle imprese (+23 unità, +2%) e per le Attività più tecnologiche come quelle dei Servizi ICT (+10, +1,6%). In territorio positivo, inoltre, le Attività finanziarie e assicurative (+9 imprese, +1,1%), Sanità ed assistenza sociale (+6, +1,7%) ed Istruzione (+2 e +1,3%). Da segnalare il forte dinamismo percentuale nel settore della Fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+1,7%). Sul fronte opposto, soffrono i comparti più tradizionali: il Commercio cede 62 unità (-0,9%), l'Agricoltura perde 67 imprese (-1,1%), la Manifattura si contrae di 6 unità (-0,2%). Diminuiscono, inoltre, le Attività di alloggio e ristorazione (-20 unità e -0,6%), Trasporto e magazzinaggio (-0,6%) e le Attività artistiche e di intrattenimento (-1,
-0,1%). L’Edilizia, dopo un lungo periodo in incremento grazie alla spinta dei superbonus, inverte la tendenza (-14 imprese e -0,3%), così come le Attività professionali, scientifiche e tecniche (-4 unità, -0,3%) e le Attività immobiliari (-6, -0,3%). Soffre il sistema imprenditoriale artigiano, che registra un bilancio negativo tra gennaio e marzo
(-0,25%) (251 iscrizioni di nuove imprese artigiane contro le 275 cessazioni).
Crescono le imprese giovanili (+4,9%, corrispondente ad un saldo netto tra iscrizioni e cessazioni volontarie più che positivo e pari a +119 unità per le imprese capitanate da “under 35”) e le imprese straniere (+1,8% per un saldo pari a +85 unità); in calo invece le imprese femminili, con 34 attività in meno e un tasso trimestrale negativo pari a -0,4%.