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Comunicato Stampa n. 31 - 22 luglio 2021

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ultima modifica 22/07/2021 13:09

Govoni: “Covid, solo 1 artigiano su 2 conta su rientro fatturato entro il 2022. Ma chi innova nel digitale migliora le prospettive future”. CAMERA DI COMMERCIO, ARTIGIANI: SEMPRE MENO I GIOVANI IMPRENDITORI. Su i titolari over 70 (+46%) giù gli under 30 ( -41%) in dieci anni. In totale perse oltre 11% di imprese

 

Diminuiscono, in provincia di Ferrara, le imprese artigiane, la classe imprenditoriale invecchia ed è meno fiduciosa sul futuro. Ma gli artigiani 4.0 sono più ottimisti. A darne evidenza è uno studio dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio sull’evoluzione delle imprese individuali artigiane negli ultimi 10 anni sulla base di Movimprese, l’analisi statistica del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

Nonostante l’artigianato pesi per l’11,6% sul Pil provinciale e rappresenti il 27,3% delle imprese – fa sapere l’Ente di Largo Castello - il mestiere dell’artigiano rischia di attrarre sempre meno giovani: in dieci anni si sono perse, nella nostra provincia, centinaia di imprese di under 30, diminuite del 41% rispetto al 2011. Mentre sono cresciute del 46% le ditte individuali guidate dagli over 70. La difficoltà di ricambio generazionale potrebbe, inoltre, mettere ulteriormente a dura prova il futuro dell’imprenditoria artigiana che, tra marzo 2021 e marzo 2011, ha già subito un calo complessivo di oltre il 10%. Sono, in particolare, le imprese individuali, che rappresentano la quasi totalità del comparto, a registrare perdite maggiori.

Il Covid ha pesato ulteriormente su questa situazione. Nel 2020 il 70% delle imprese artigiane ha subito una riduzione di fatturato contro il 63% delle altre aziende. E anche sul futuro gli artigiani sono molto cauti. Solo il 54% prevede di recuperare i livelli produttivi entro il prossimo anno, una quota che scende addirittura al 46% per quelle realtà artigianali alle prese con problemi di passaggio generazionale. Così l’indagine della Camera di commercio secondo cui però gli investimenti in digitalizzazione e green fanno salire sensibilmente le prospettive di ripresa abbattendo le distanze con le altre imprese: il 62% degli artigiani che ha investito in digitale e il 57% che ha puntato sulla sostenibilità contano infatti di recuperare entro il 2022. La qualità dei prodotti rimane comunque per l’artigianato ferrarese un fattore essenziale di competizione: il 41% delle imprese artigiane punta esclusivamente su questa leva per battere la concorrenza, contro il 37% del resto delle altre imprese.

L’Italiaha sottolineato Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio - dovrà affrontare e portare a termine nei prossimi anni una evoluzione dell’economia e della società che passerà attraverso una triplice transizione: digitale, ecologica e amministrativa. In questo quadro, la Camera di commercio di Ferrara consoliderà, in particolare, alcune delle sue priorità: la rete sul territorio, quella telematica e gli osservatori economici, il rafforzamento in una dimensione europea ed il partenariato con le associazioni imprenditoriali, le amministrazioni territoriali e la Regione. Ma la partita vera – ha concluso Govoni - è che la Camera, da oggi al 2026, fornirà il proprio contributo concreto nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, svolgendo, in collaborazioni con le Organizzazioni imprenditoriali, funzioni di supporto alle piccole e medie imprese con programmi straordinari di affiancamento focalizzati sull’informazione, la formazione e l’assistenza tecnica”.

L’impresa individuale resta la dimensione preferita dagli artigiani ferraresi. Anche nell’era digitale, il profilo dell’impresa artigiana resta fortemente ancorato alla dimensione individuale. Alla fine di marzo di quest’anno più del 70% di tutte le imprese artigiane operava con la forma più semplice e meno strutturata, una percentuale del tutto in linea con quella rilevata dieci anni prima). Tra i settori, il più popolato da questa forma giuridica è quello delle Altre attività di servizi, in cui la quota di imprese individuali tocca l’80%. A seguire i Trasporti e magazzinaggio e le Costruzioni.

Staffetta generazionale a rischio: meno di 1 giovane under 30 per ogni titolare over70. Analizzando il progressivo spostamento dell’età dei titolari di imprese artigiane emerge dall’indagine della Camera di commercio che se nel 2011 per ogni imprenditore over 70 c’erano almeno due titolari d’impresa under 30 pronti a sostituirlo, nel 2021 questo “ricambio” tra generazioni è sceso a meno di uno. La riduzione dei titolari under 30 tocca più da vicino gli uomini che le donne, mentre l’invecchiamento colpisce più le donne degli uomini.

L’artigiano è ancora un mestiere per uomini, ma crescono le donne. Quanto al genere, quello dell’artigiano resta ancora un mestiere a forte prevalenza maschile. Ma qualcosa sta cambiando, il "rapporto di genere”, ovvero quanti uomini per ogni 100 donne, è migliorato nel tempo passando da 535 del 2011 a 447 del 2021.

 

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