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Comunicato Stampa n. 42 - 14 luglio 2016

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ultima modifica 14/07/2016 09:02

Govoni: “Obiettivo primario, valorizzare i grandi eventi che danno visibilità al Made in Italy, rilanciarne l’immagine nel mondo e finanziare iniziative di incoming, incontri B2B che possono servire a trasformare la fiera per le nostre imprese in una reale occasione di business con partner esteri” - CAMERA DI COMMERCIO: PRONTO IL BANDO PER ACCRESCERE IL NUMERO DELLE PICCOLE MEDIE-IMPRESE ESPORTATRICI E AVVIARE PERCORSI DI INTERNAZIONALIZZAZIONE - Contributi a fondo perduto per far conoscere prodotti e servizi delle aziende ferraresi ai mercati di tutto il mondo

  Ultimi ritocchi e la Giunta della Camera di commercio darà il via libera al bando per far conoscere, attraverso la partecipazione alle più importanti fiere internazionali, i prodotti e i servizi delle imprese ferraresi ai mercati di tutto il mondo.

 Locazione di spazi espositivi, ivi compresi eventuali costi di iscrizione, allestimento stand, servizi di interpretariato e hostess in fiera, trasporto a destinazione, assicurazione e movimentazione di materiali e prodotti destinati all’esposizione, brochure, cataloghi, filmati e presentazioni aziendali: queste alcune delle spese che saranno rimborsate dall’Ente di Largo Castello che, come spiega il suo presidente, Paolo Govoni “intende valorizzare i grandi eventi che danno visibilità al Made in Italy, rilanciarne l’immagine nel mondo e finanziare iniziative di incoming, incontri B2B che possono servire a trasformare la fiera per le nostre imprese in una reale occasione di business con partner esteri”.

 Del resto – fa sapere la Camera di commercio - per le imprese il mezzo fieristico consente di sviluppare in proprio la conoscenza diretta dei gusti, delle abitudini, delle esigenze dei vari segmenti di mercato, nonché di migliorare progressivamente l'apprendimento delle differenti modalità di comunicazione con i diversi interlocutori aziendali. In particolare, tra i benefici segnalati dagli imprenditori ferraresi, l'alta concentrazione di pubblico e concorrenti; la possibilità concreta di valutare 'in diretta" le reazioni del potenziale cliente; l'incentivazione delle motivazioni all'acquisto; l'accesso ad un pubblico non sempre noto; il rapporto costo/contatto molto contenuto; lo sviluppo dell'immagine dell'azienda; l'avvio di relazioni commerciali; l'ampliamento della rete di rappresentanti o clienti; il confronto con la concorrenza; il sondaggio sull'accettazione di nuovi prodotti e servizi; la conduzione di una idonea ricerca di mercato; la raccolta di ordini e/o la creazione delle premesse per ottenerli in seguito.

 “Presentarsi in maniera efficace sui mercati internazionalispiega Govoni - è elemento essenziale per ogni impresa moderna. Estendere un bando come questo, che negli anni ha sempre riscosso un ottimo successo, anche alle imprese che operano in campo turistico è un ulteriore segnale di attenzione della Camera di commercio ad un settore che da sempre reputa di importanza primaria”.

 Per maggiori informazioni: ufficio Marketing internazionale della Camera di commercio (tel. 0532/783812-817; e-mail: estero@fe.camcom.it), che, alla luce del gran numero di richieste attese, invita le imprese anche a consultare con attenzione il sito www.fe.camcom.it.

 FERRARA: IMPORT/EXPORT 2015.

 Esportazioni

Il trend positivo riscontrato nel 2015 (+3,2% rispetto al 2014) è stato trainato dalla crescita delle esportazioni verso il mercato americano, che hanno registrato un incremento del +4,4% e rappresentano attualmente il 29,8% delle vendite ferraresi all’estero (quota doppia rispetto al dato regionale).

L’aumento percentuale più rilevante è stato invece registrato dalle esportazioni verso l’India, +85,3%, dove sono venduti prodotti per poco più del 2% dell’export totale. Elevata è anche la crescita delle esportazioni verso la Cina aumentate del 32% rispetto al livello del 2014. Il paese si conferma così come primo partner commerciale in Asia con una quota sul totale provinciale del 3,5%. La crescita delle esportazioni ferraresi con i maggiori paesi asiatici è un trend confermato da parecchi anni; dal 2007 ad oggi le esportazioni verso l’Asia sono aumentate del +29%, valore trainato appunto dalla Cina con la quale la provincia di Ferrara dal 2007 ad oggi ha incrementato il flusso di export del +244,4%, ma anche da altre importanti destinazioni che in questi ultimi anni stanno emergendo. In riferimento ai mercati asiatici, un nuovo acronimo viene utilizzato sempre più spesso dagli analisti economici, sigla che scalzerà presto i vecchi Brics, con la quale erano raggruppati i paesi che guidavano la crescita globale (Brasile, Russia, India, Cina e successivamente Sud Africa). In un contesto internazionale che muta molto velocemente, e che ha registrato la recessione del Brasile, le difficoltà del Sud Africa, il crollo della Russia e la frenata della Cina, il loro posto lo stanno prendendo i Ticks: Taiwan, India e Cina (che restano l’unica costante rispetto all’altro acronimo) e Corea del Sud, realtà produttive asiatiche con una forte spinta verso l’innovazione tecnologica, che guideranno la crescita internazionale dei prossimi anni. Per il momento, l’export ferrarese verso i Ticks nel loro complesso ammonta circa 170 milioni di euro, la metà di quanto venduto in Germania, con un incremento del 24% rilevato nel corso del 2015. Tornando invece a partner commerciali più vicini, le esportazioni verso la Russia confermano un trend negativo, con un calo del -23%, valore superiore a quanto emerso alla fine del 2014, che arriva a costituire soltanto una quota del 2% delle esportazioni globali della provincia di Ferrara.

Il flusso di esportazioni ferraresi con i paesi dell’Unione Europea 28 , che rappresenta ancora quasi la metà del totale dell’export della provincia di Ferrara, dal 2007 al 2015 è diminuito (-21,4%). Nel 2015 si registra un lieve aumento (+1,4%) che pone le basi per una ricrescita futura del flusso di esportazioni: tale variazione positiva è dovuta, fra le tante cause, alla ripresa delle esportazioni con il Belgio, il quale nel 2014 aveva subito una riduzione del -10,5% e nel 2015 ha riportato un aumento del 2,9%, e anche, con la Francia che dal +1,4% del 2014 passa ad un+18,9% nel 2015 tra le migliori perfomances rispetto alle altre destinazione europee. Sempre in Europa aumentano, anche le esportazioni ferraresi verso Albania e Repubblica Moldova. Un brusco arresto è registrato dalle vendite ferraresi in Germania (-8,3%), quando invece nel 2014 si rilevava un aumento dell’export del +10,1%; tuttavia la Germania rimane primo partner europeo, e secondo mondiale dopo gli USA, con una quota del 13,4% delle esportazioni totali: in valore assoluto i 340 milioni euro di prodotti esportati in Germania rappresentano meno della metà di quanto venduto negli Stati Uniti. Seppur rallentata, è confermata rispetto all’andamento dell’anno scorso la crescita delle esportazioni ferraresi in Africa (+3,8%), verso cui è indirizzato il 4,1% dell’export provinciale. Fra i paesi africani l’Egitto, con vendite per circa 32 milioni più che raddoppiate in un anno, rappresenta la prima destinazione ferrarese, seguita da Algeria e Sud Africa. Nonostante ancora basse quote di penetrazione, si registrano comunque aumenti percentuali a più cifre, anche verso nuovi paesi africani come Mali, Mauritiania, Benin e Niger.

Verso l’America Ferrara ha esportato merce per 760 milioni di euro, che corrispondono a quasi il 30% dell’export provinciale, segnando un aumento del +4,4% rispetto all’anno precedente. La maggior parte di questo valore è determinato dalle esportazioni negli Stati Uniti (685 milioni), cresciute del 10% al confronto con il dato 2014. I restanti 75 milioni di vendite sono dirette in paesi del Centro e Sud America: mentre il Brasile secondo partner nel continente americano ha ridotto nel 2015 gli acquisti ferraresi, il Messico, con un aumento del 25%, ha raggiunto quasi i 10 milioni. Il flusso di esportazioni, seppur ancora molto ridotto in termini di valore, è cresciuto anche verso paesi come Cuba, Costa Rica, Ecuador e Perù.

Verso questo continente sono dirette esportazioni per meno di 8,5 milioni di euro (lo 0,3% dell’export totale), circa un terzo di quanto diretto in Turchia.

Importazioni

Le importazioni ferraresi nel 2015 sono aumentate del +4,6%, riprendendo così a crescere dopo la variazione negativa riportata alla fine dell’anno 2014, quando si era registrata una diminuzione del -1,4%. Nel complesso, dal 2007 ad oggi le importazioni della provincia di Ferrara hanno subito una contrazione del -6,1%.

L’analisi del flusso di importazioni per provenienza geografica fa emergere nuovamente il primato dell’Europa negli acquisti dall’estero di Ferrara. Il Vecchio Continente si conferma, infatti, al primo posto con i suoi circa 763 milioni di euro di importazioni nel 2015, valore superiore del 3,2% rispetto a quello del 2014, che rappresenta l’83% dell’import totale. Tra i paesi Europei si registrano diffusi aumenti. Ancora al primo posto è la Germania, nazione dalla quale Ferrara ha acquistato prodotti per oltre 200 milioni di euro, con un incremento del +2,9% rispetto al 2014; crescono anche le importazioni ferraresi provenienti da Francia e Belgio.

Anche se la crescita risulta rallentata, l’Asia con i suoi 90 milioni di euro resta comunque al secondo posto nella classifica dei continenti per valore delle importazioni ferraresi. Al primo posto nella classifica per paese si trova sempre la Cina, che tuttavia nel 2015 subisce una diminuzione delle importazioni del -9,9%. Aumentano invece le importazioni con India (+11,9%), Filippine, Malaysia e Repubblica Islamica dell’Iran.

Grazie anche alle favorevoli condizioni valutarie, l’import ferrarese dal continente americano, registra l’incremento più rilevante e recupera le quote perse lo scorso anno, superando di poco i 60 milioni. La ripresa del trend positivo è in gran parte dovuta all’aumento delle importazioni della provincia di Ferrara provenienti dal Brasile, per il quale si registra un aumento del +71,9% rispetto al 2014 e dagli Stati Uniti, dai quali abbiamo comprato prodotti per oltre 23 milioni. Un considerevole aumento delle importazioni si registra anche per Argentina, Colombia e Perù.

 

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