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Comunicato Stampa congiunto 4 luglio 2016

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ultima modifica 05/07/2016 10:17

Gisella Ferri: “Occorre supportare le piccole imprese, in particolare quelle femminili, attraverso un'offerta integrata e specialistica di servizi e prodotti per la comprensione dei fabbisogni e la ricerca delle risorse finanziarie, del capitale, delle opportunità di insediamento, in un'ottica multicanale, anche al di fuori del credito bancario tradizionale” - “IMPRESE FEMMINILI TRA CAPITALI E OPPORTUNITÀ DI INSEDIAMENTO”: GIOVEDI’, ALLE ORE 14.45, L'EVENTO DEL COMITATO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE DELLA CAMERA DI COMMERCIO - Ferrara prima in regione per imprese femminili attive (7.746, pari al 22,8% del totale)

 

 

Le imprese italiane reperiscono il 70% dei finanziamenti allo sportello bancario. Invece, in Francia, le aziende finanziano solo il 39% delle loro esigenze in banca e in Germania il 45%. Bastano questi pochi numeri per centrare uno dei tanti dei problemi italiani: le imprese dipendono in maniera eccessiva dalle banche. E ora che la "fonte" bancaria si è in parte seccata, il made in Italy rischia un balzo all’indietro. Ma le alternative esistono, e sono molte! Sarà questa una delle considerazioni del convegno “Imprese femminili tra capitali e opportunità di insediamento”, promosso dal Comitato provinciale per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio in collaborazione con Sipro Ferrara, Regione Emilia-Romagna, l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, tanto per intenderci i gestori della sezione speciale del Fondo centrale di garanzia del Ministero dello Sviluppo economico riservata alle imprese femminili, e AIFI, l’associazione italiana del Private Equity Venture Capital Private Debtl, ed in programma giovedì 7 luglio, a cominciare dalle ore 14.45, presso la sala Conferenze dell’Ente di Largo Castello.

 Lo sentiamo ogni giorno nei telegiornali: la contrazione del credito bancario che oggi strozza l'economia italiana non è un fenomeno transitorio. Esso è destinato a durare per anni, perché le banche devono ricostruire il capitale, ridurre la leva finanziaria e ristrutturare per far salire la redditività. Così Gisella Ferri, presidente del Comitato provinciale per l’imprenditoria femminile e componente la Giunta della Camera di commercio di Ferrara nella conferenza stampa di ieri mattina (lunedì 5 luglio), che ha aggiunto: “Per tutti questi motivi è essenziale sviluppare, anche in un paese bancocentrico come il nostro, canali di finanziamento alternativi, favorendo la creazione di un «migliore ecosistema» per favorire forme di finanziamento alternativo di lungo periodo alle imprese”.

 Dopo i saluti e l’introduzione ai lavori del presidente della Camera di commercio, Paolo Govoni, e di Gisella Ferri, interverranno al convegno (oltre 70 le persone già accreditatesi) Silvia Pulvirenti, Direttore Tecnico di Sipro Ferrara, Sabrina Fausta Aloise, sezione speciale del Fondo centrale di garanzia del Ministero dello Sviluppo economico, Morena Diazzi, Direttore Generale Economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa della Regione Emilia-Romagna, e Valentina Lanfranchi, Ufficio tax & legal dell’Associazione italiana del Private Equity Venture Capital Private Debt, che si soffermeranno, dunque, sulle opportunità per le imprenditrici e le aspiranti imprenditrici ferraresi che derivano da un'offerta sempre più integrata e specialistica di servizi e di prodotti per la comprensione dei fabbisogni, nonché dal reperimento delle risorse finanziarie, del capitale e delle opportunità di insediamento in un'ottica multicanale, anche al di fuori del credito bancario tradizionale.

 Intanto, Ferrara ha superato Piacenza ed è prima in regione per imprese femminili: 7.746 le imprese “rosa” attive nella provincia estense nel 2015, pari al 22,8% del totale. Circa 7 su 10 di esse sono imprese individuali. In continua crescita risultano le donne che scelgono come forma giuridica la società di capitale, mentre la forma giuridica società di persone risulta praticamente stabile.

  “Se è vero che occorre lavorare per aumentare l’offerta di finanza, sia attraverso l’introduzione di nuovi attori e di strumenti complementari rispetto al settore bancario, sia introducendo misure incentivanti la patrimonializzazione delle imprese – ha concluso Gisella Ferri - è altrettanto vero che tutti insieme (istituzioni, associazioni delle imprese, mondo delle professioni) dobbiamo lavorare per stimolare la domanda di finanza (incentivando progetti di sviluppo), che rimane la precondizione principale per far ripartire la crescita, anche della nostra provincia”.

 

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