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Comunicato Stampa n. 31 - 28 marzo 2011

ultima modifica 07/06/2011 12:27

Improntate alla cautela le attese delle imprese ferraresi per inizio anno - QUARTO TRIMESTRE 2010: LA RIPRESA E’ AL RALLENTATORE - Resta critica la quota percentuale di imprese della provincia esportatrici (scesa al 12,4%), tra le più basse dal 2005

La lieve aria di ripresa soffia con fatica tra le imprese ferraresi che, pur prendendo fiato rispetto allo scorso anno, nel quarto trimestre del 2010 mettono a segno una crescita a scartamento ridotto. E, come se non bastasse, le attese per inizio anno sono improntate alla cautela, soprattutto da parte delle imprese di piccole dimensioni. E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale dell’Osservatorio dell’economia relativa all’andamento del IV trimestre del 2010 e alle previsioni per il trimestre successivo, che in Camera di Commercio riunisce le associazioni di categoria, le istituzioni e il mondo bancario.

Rallenta, in particolare, la crescita della produzione (da +3,0% nel terzo a +2,2% nel quarto trimestre). Una frenata – fanno sapere dalla Camera di Commercio - dovuta, per la prima volta da molti trimestri, alle imprese medio-grandi, mentre quelle che occupano da 1 a 9 dipendenti, nonché quelle artigiane, mostrano un lieve recupero dei livelli produttivi. Nello stesso tempo si è andato ridimensionando il processo di recupero delle esportazioni (da +4,1% a + 2,9%), oltre che degli ordinativi già acquisiti, che passano dal 3,0% al 2,8%. In controtendenza il fatturato, che si rafforza passando da +1,4% a +2,0%, con un conseguente miglioramento della redditività di impresa. Resta, invece, un fattore critico la quota percentuale di imprese esportatrici della provincia (scesa al 12,4%), tra le più basse rilevate dal 2005 ad oggi, sebbene in linea con la media regionale.

A livello settoriale, le attese più robuste si concentrano nei mezzi di trasporto. Ancora negative, invece, le prospettive del settore delle costruzioni, del tessile, dell’abbigliamento, delle calzature e del commercio al dettaglio, dove, a livello merceologico, si continua a registrare una spiccata diversificazione: nel complesso delle imprese, infatti, le attese più positive si riscontrano per i prodotti non alimentari, mentre le aspettative continuano ad essere piuttosto negative per quelli alimentari. E, naturalmente, pesano le incertezze che continuano a gravare sulla evoluzione del mercato del lavoro, nonostante l’andamento della Cassa integrazione guadagni (che a dicembre 2010 ha evidenziato il massimo utilizzo degli interventi straordinari: complessivamente nel 2010 le ore di CIGS sono più che raddoppiate rispetto all’anno precedente, +138,4%) mostri qualche segnale di miglioramento. Nei primi mesi del 2011, infatti, gli interventi di integrazione salariale straordinari ed ordinari si sono ridotti sensibilmente. E questo sia rispetto al mese precedente che, in misura minore, allo stesso periodo dell’anno precedente, senza peraltro ritornare ai livelli pre-crisi. A febbraio, si assiste però ad aumenti, sia congiunturali che tendenziali, delle ore di CIG in deroga.

Un altro tassello importante del mosaico congiunturale è rappresentato dai prestiti erogati dal sistema creditizio alle imprese: dal mese di giugno essi riprendono a crescere gradualmente. Alla fine di dicembre, secondo i dati commentati, nel corso dell’Osservatorio, da Roberto Marchetti, direttore della filiale regionale della Banca d’Italia, essi sono cresciuti del 3% rispetto alla stessa data del 2009, in misura pressoché identica per le medio-grandi e per le piccole imprese. Va però evidenziato che la ripresa dei finanziamenti alle imprese può dipendere, oltre che da nuovi investimenti, anche da esigenze di ristrutturazione del debito societario.

La crescita tendenziale per le “famiglie consumatrici”, che sottende la concessione di mutui e di credito al consumo, è invece più modesta, e si è attestata sullo 0,8%. D’altro canto, a fine anno, i depositi bancari delle famiglie hanno subito una riduzione, che conferma la progressiva erosione della loro capacità di risparmio.

Serie storica dell’andamento della produzione industriale

(variazione % su stesso trimestre anno precedente) I trimestre 2003 – IV trimestre 2010

MEDIA ANNO 2010

1° trim.

2° trim.

3° trim.

4° trim.

Media

Industria manifatturiera

-5,7

0,5

3,0

2,2

0,0

1-9 dipendenti

-8,2

-0,6

-2,8

1,2

-2,6

10 dipendenti e oltre

-5,2

0,7

4,0

2,3

0,5

Artigianato

-9,7

0,7

0,5

1,5

-1,8

Fonte: Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara - Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera

 

Produzione, fatturato, ordinativi ed export nel IV trimestre 2010 Var. % rispetto al IVtrimestre 2009

Produzione

Fatturato

Ordinativi

Export

TOTALE

2,2

2,0

2,8

2,9

- di cui: Artigianato

1,5

0,7

1,6

-0,1

CLASSI DIMENSIONALI

 

 

 

 

Imprese 1-9 dipendenti

1,2

0,1

0,6

1,1

Imprese 10 dipendenti e oltre

2,3

2,3

3,1

3,1

SETTORI DI ATTIVITA'

 

 

 

 

Industrie alimentari e bevande

1,9

-0,8

1,2

n.s

Industrie tessili, dell'abbigliamento e calzature

0,2

0,0

0,0

n.s

Industrie del legno e del mobile

0,4

0,2

0,4

2,8

Industrie dei metalli

1,9

1,1

1,5

1,7

Industrie delle macchine elettriche ed elettroniche

3,7

3,9

6,4

2,1

Industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto

4,9

5,7

5,7

3,3

Altre industrie

-0,5

0,0

1,2

2,9

Fonte: Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara - Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera

n.s.: risultati non significativi

Previsioni per l’economia ferrarese I trimestre 2011 (distribuzione % risposte delle imprese)

1-9 dipendenti

10 dipendenti e oltre

 

Aumento

Staziona-rietà

Diminuzione

Saldo tra aumento e diminuzione

Aumento

Staziona-rietà

Diminuzione

Saldo tra aumento e diminuzione

Produzione

11

68

21

-11

32

55

13

18

Fatturato

10

70

20

-9

32

55

13

19

Ordini totali

9

71

21

-12

32

55

13

19

Ordini esteri

53

45

2

50

47

51

2

45

Fonte: Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara - Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera

A causa dell’arrotondamento i totali possono non coincidere con la somma dei singoli valori

 

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