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Comunicato Stampa n. 52 - 13 giugno 2011

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ultima modifica 13/06/2011 10:43

Roncarati: “Una giustizia lenta non è una giustizia giusta”. CAMERA DI COMMERCIO: CONCILIAZIONI PIU’ CHE TRIPLICATE NEI PRIMI 6 MESI DEL 2011, PIÙ DI UNA SU DUE RISOLTA POSITIVAMENTE. A Ferrara, le controversie si traducono in costi che incidono, in media, sul fatturato annuo delle imprese ferraresi per lo 0,8%, con un valore medio per azienda di 3.832 euro all’anno

 

In meno di due mesi, più di una controversia su due trova risoluzione. E non soltanto per il vestito maltrattato dalla tintoria o per la vacanza andata in fumo, ma anche per dispute dal valore economico consistente, quali quelle nelle quali talvolta possono incappare soprattutto le imprese nei loro rapporti con i fornitori. E’ quanto evidenzia l’analisi dell’attività di conciliazione condotta dalla Camera di Commercio di Ferrara nei primi sei mesi del 2011.

Non solo il bilancio complessivo delle conciliazioni, gestite dall’Ente di Largo Castello nel I semestre 2011, triplica rispetto a quanto registrato negli ultimi due anni (+230% i procedimenti giunti ai servizi camerali), ma continua a crescere anche la percentuale di controversie risolte con un accordo tra le parti (il 65%) concluso mediamente in 30 giorni ed aumenta in maniera considerevole il valore medio dei procedimenti, che arriva a superare i 21mila euro, in virtù proprio del maggior ricorso delle imprese alla conciliazione. Infatti, crescono di oltre il 10% le domande riguardanti dispute tra imprese, mentre si riducono di circa il 5% quelle inerenti controversie tra consumatori e aziende.

“La riforma della mediazione civile e commerciale rappresenta un’occasione importante per restituire efficienza e risorse alla giustizia civile e tutelare gli interessi del mercato, ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati. “L’eccessiva durata dei processi nel nostro Paese, infatti, compromette, giorno dopo giorno, la capacità competitiva delle nostre imprese, perché una giustizia lenta non è una giustizia giusta. Le controversie si traducono in costi che incidono, in media, sul fatturato annuo delle imprese ferraresi per lo 0,8%, con un valore medio per azienda di 3.832 euro all’anno. La Camera di Commercio – ha aggiunto Roncarati - ha da tempo creduto nei benefici che cittadini e imprese avrebbero ottenuto potendo ricorrere alle forme di giustizia alternativa, tutte incomparabilmente più brevi e meno onerose. Per questo, e ringrazio la Giunta camerale, ha investito sulle regole, sulla formazione e sulla promozione della cultura della conciliazione. L’avvio della condizione di procedibilità – ha concluso il presidente - impone ora ancora un maggior impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti. Proprio per questo, la Camera di Commercio ritiene che in questa fase sia indispensabile rilanciare una nuova stagione di intese con i professionisti, ma anche con le associazioni delle imprese e dei consumatori”.

A Ferrara, tra le materie oggetto delle procedure di mediazione amministrata dalla Camera di Commercio, il primato spetta alle telecomunicazioni, che riguardano 3 mediazioni su 4 (75%), seguite da commercio, turismo, artigianato, appalti, servizi, edilizia e diritto societario. E come constatato già da tempo, quanto le due parti acconsentono a sedersi intorno al tavolo per tentare una mediazione, la probabilità di raggiungere l’accordo è molto elevata, con un range che varia dal 70% al 90%. Percentuale di successo che, tuttavia, aumenta ulteriormente se si considerano anche gli accordi di conciliazione avvenuti “fuori udienza”: ovvero tutti i casi, assai rilevanti in termini numerici (spesso rappresentano quasi il 50% di tutti gli accordi raggiunti in udienza), in cui, a seguito della presentazione della domanda di mediazione e dell’intervento della Camera di Commercio volto a convocare la controparte, le parti negoziano direttamente tra loro l’accordo.

Per conciliare, tante le soluzioni fantasiose. Luna di miele andata male? Tour operator poco affidabili? Il prezioso golf rovinato dalla lavanderia? Una ristrutturazione mal eseguita? Il fornitore di sempre questa volta non ha rispettato le vostre richieste? Costi aggiuntivi sulle bollette telefoniche? O nei conti correnti? Incomprensioni tra soci? Per questi ed altri problemi si concilia con un accordo oppure si arriva a stipulare un nuovo contratto tra le parti che permette il proseguimento del rapporto commerciale. L’accordo può essere monetario o, come succede in taluni casi, più “fantasioso’’, ad esempio offrendo dei servizi invece del denaro. Oppure un buono per avvalersi di futuri lavaggi, nel caso di un capo rovinato in lavanderia. A Ferrara, fanno sapere dalla Camera di Commercio, un’impresa e un consulente, in lite per richiesta di pagamento “troppo esosa”, si sono accordati versando la somma dovuta a favore di un’associazione non profit. E alcuni operatori telefonici, anziché restituire denaro, hanno offerto telefoni cellulari o carte sim con un certo importo di ricarica. O ancora lo sconto per i futuri lavori di un fotografo, dopo un lavoro non soddisfacente.


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